Case Storiche di Letterati

Lenox, THE MOUNT: Edith Wharton

Nel 1922 Edith Wharton era all’apice della sua fama. Il suo romanzo The Glimpses of the Moon del 1922 divenne un best seller, un vero ritratto della disillusione. Nel 1921 divenne la prima donna scrittrice a vincere il Premio Pulitzer per il suo romanzo magistrale The Age of Innocence (L’Età dell’Innocenza). Premiata con l’Honorary Doctorate of Letters dalla Yale University nel 1923 – prima donna ad essere riconosciuta da Yale. Nel 1930 eletta all’American Academy of Arts and Letters.
Nel sogno della Wharton, la sua relazione con The Mount –, la bella residenza nel Berkshires del Massachusetts – fu come la roccia, il rifugio, il luogo sicuro. Ma come terminò di scrivere questa frase il suo sogno svanì e la casa fu persa…Un decennio dopo descrisse ancora nella sua autobiografia A Backward Glance: “But meanwhile The Mount was to give me country cares and joys, long happy rides and drives through the wooded lanes of that loveliest region, the companionship of a few dear friends, and the freedom from trivial obligations which was necessary if I was to go on with my writing. The Mount was my first real home…its blessed influence still lives in me.”The Mount é una casa autobiografica. Ogni aspetto di questa residenza, inclusi i giardini, l’architettura ed il design degli interni, evocano lo spirito della scrittrice Edith Wharton.
La Wharton ebbe un matrimonio infelice. Teddy – per gli amici – era il marito con il quale condivise per quattordici anni una casa a Manthattan, un cottage a Newport nel Rhode Island ed alberghi in Europa. La Wharton fu un’editrice genuinamente promettente, ma spesso ammalata di depressione, con nausea ed affaticamento.
Ma nell’apprendere che la casa di sua suocera a Lenox, nel Berkshires, si liberava, fece le valigie d’impulso e partì alla volta del Massachusetts occidentale. Il clima secco le fu salutare contrariamente alla vita intensa e “triviale” -come lei la definiva – di Newport ed alle fatiche dei viaggi in Europa. In pochi anni i suoi successi letterari le diedero una fiducia tale da indurla con determinazione a disegnare e progettare una casa per sé a Lenox. Nel Febbraio 1901 negoziò l’acquisto di un terreno di circa 45 ettari, che pagò 40,600 $.

Consultò l’architetto Ogden Codman Jr. per la costruzione. Due anni dopo insieme pubblicarono The Decoration of Houses, un manuale notevole di design, come un’estensione dell’architettura: una vera novità per quegli anni. Armonia e proporzione contro la volgarità della “Gilden Age”. L’architetto Francis V.L.Hoppin disegnò e coordinò i lavori della casa della Wharton. La scrittrice investì ogni sua energia in questo progetto,
The Mount, così chiamata come la casa a Long Island del suo antenato Ebenezer Stephens, un ideatore dello storico Boston Tea Party e collega di Lafayette. Come la Wharton s’insediò nella casa nel Settembre 1902, la sua salute migliorò sensibilmente e le sue credenziali di donna di lettere prominente in America, furono assicurate. “Lenox has had its usual tonic effect on me, & I feel like a new edition, revised & corrected….in the very best type. It is great fun out at the place, now too – everything is pushing up new shoots – not only cabbages & strawberries, but electric lights & plumbing. I really think we shall be installed – after a fashion – by Sept. 1st.”
The Mount divenne il simbolo della sua indipendenza di donna, del suo successo di scrittrice. La Wharton non seguì il disegno ostentato delle Mansion di Newport delle ricche famiglie americane, i Vandebilt e gli Astor, con le scalinate sontuose e le stanze immense. Wharton, al contrario, affermò che la sua natura di donna è come una grande casa colma di camere. Se è vero questo concetto possiamo quindi facilmente intuire la natura della Wharton riflessa nel suo progetto The Mount. Concepì una casa per la privacy piuttosto che per l’apparenza; una casa che potesse accoglierla per scrivere e per intrattenere il suo ristretto cerchio di amicizie. Finalmente! We have been in the new house for ten days, & have enjoyed every minute of it.”
Il visitatore giunge alla casa di Lenox attraverso una corte chiusa di mattoni dipinti di bianco. La Wharton riteneva che le stanze, benché distinte, dovevano condurre l’una nell’altra con naturalezza. Ecco che quindi il visitatore entra in una grotta: un esterno naturale riproposto all’interno. Salire poi al piano nobile grazie ad una scala proporzionata, per niente imponente. L’entrata principale conduce attraverso le diverse stanze, alla camera da letto, rinforzando ulteriormente il senso di privacy concepito dalla scrittrice. Fu proprio al primo piano che la Wharton  scriveva assiduamente, nella sua stanza da letto, la mattina. Lasciava cadere al suolo i fogli che erano raccolti e trascritti dalla sua segretaria. Contrariamente alla camera da letto di Proust, quella della Whatron offre grandi finestre e molta luminosità. Decideva poi di smettere di scrivere dal suo letto, e di unirsi alla compagnia, dando così vita all’intera casa.
Al piano principale si circola tra lo studio del marito Teddy, poi nell’impressionante biblioteca, nella stanza da disegno con il soffitto decorato e le tappezzerie alle pareti. La sala da pranzo, con la grande tavola rotonda, doveva stimolare la conversazione secondo la volontà della scrittrice. Prediligeva, infatti, piccoli gruppi di sei o otto persone a cena. Tra i suoi amici si annoverano Walter Berry, Bernard Brenson, Gaillard Lapsley, George Cabot Lodge, ma soprattutto Henry James. Con gli amici era solare, radiante, leale. Con gli estranei timida, freddamente imperativa, metallica.
Dietro le stanze “pubbliche” la casa presenta camere di servizio, cucine, lavanderie, le stanze della servitù: circa una dozzina con i giardinieri.

Il giardino – come la casa – sorgeva in contrasto classico nel paesaggio pittoresco delle dolci colline del Berkshires. Il lungo viale di aceri che conduce alla residenza, curva ed attraversa un  bosco, per poi ricongiungersi sul frontale della casa con un vasto prato che degrada verso un laghetto, il Laurel Lake che abbraccia una splendida vista sulle Tyringham Mountains. La Wharton ideò i giardini sul modello italiano che studiò attentamente e che trattò nel suo saggio Italian Villas and Their Gardens, pubblicato nel 1904.
Giusto un anno prima il suo sorprendente romanzo The House of Mirth, (best-selling novel of the year 1905) che le regalò un successo tale da consentirle di terminare i lavori di The Mount. L’idea fissa che i giardini fossero un prolungamento della casa, fu tradotto in tre terrazze bordate a prato, che degradano della residenza in stile rinascimentale italiano, per essere contornati da giardini con percorsi pavimentati. Sulla destra della casa il “giardino segreto” della Wharton: un giardino quasi interrato e bordato da una cinta con aiuole che circondano una bella fontana. Questo senso pastorale è bilanciato nella parte opposta del giardino da un giardino formale, di fiori. Questa era la panoramica che la Wharton ammirava dalla finestra della propria stanza da letto “oriental carpet floating in the sun”.

La sera la scrittrice sedeva sulla terrazza con gli amici, affacciata sul giardino sottostante.
Fu certamente a metà Ottobre 1904 che si ricorda la serata più memorabile, dopo cena, sulla terrazza, a seguito di una visita dello scrittore Henry James. Gli scrittori si ritirarono per leggere a voce alta. L’uno all’altra. Edith Wharton cita nella sua autobiografia, la voce squillante di James nel leggere poesia, quasi cantando, une vera emanazione del suo spirito più interiore, non affettato dalle mode e dagli artifizi della dizione. Entrambi durante quella serata scoprirono l’ammirazione per Whitman, il grande poeta americano, sorprendentemente il preferito da entrambi e convinti che fosse il più grande in America.
Come a James, anche alla Wharton piacevano le automobili: scorazzare come furie a spasso nel New England era una grande gioia. James spesso rimaneva confuso dall’instancabile energia della Wharton; la scrittrice ammirava la campagna, ma non i suoi abitanti. Sua l’affermazione che il paesaggio americano non aveva barriere, ma che la mentalità per contro non aveva background (giocando su parole quali foreground e background). La Wharton non era unicamente affascinata dalla natura del New England, ma ne studiava le sue genti, le abitudini. Seguì quindi i consigli dell’amico James, concentrandosi sull’immediato, sulla realtà e non limitandosi unicamente alla vista sociale, alla cronaca di New York, al dissenso ipocrita dei nuovi ricchi, alla crudeltà degli ambiziosi. Si concentrò sugli intrighi della semplice vita rurale della campagne del New England, dei villaggi. La Wharton riportò questo suo interesse in un suo romanzo del 1911, Ethan Frome, tra i più famosi, ispirato ad un fatto realmente accaduto e causato da un incidente in slitta ai piedi delle colline di Courthouse Hill a Lenox. Il romanzo ebbe un seguito con Summer nel 1917.  Entrambi sbalordirono i lettori del tempo per l’evidente violenza sociale e dell’animo umano che la Wharton descrisse.
Ma se nei suoi romanzi i matrimoni erano infelici, fu solo il riflesso del suo personale con Teddy, vuoto e privo di alcun tipo di relazione sessuale, tanto da riuscire a trovare una salvezza erotica nell’affair con lo scrittore americano – residente a Parigi – Morton Fullerton, iniziato a The Mount nel 1907. La Wharton aveva 45 anni, lui tre di meno, ma l’amore esplose realizzandosi in fiamma ardente, a Londra negli anni successivi. Il rapporto con Teddy devastò il matrimonio della scrittrice. Il marito, maniaco depressivo, dilapidò  la congrua fortuna della Wharton per mantenere un’amante in un appartamento a Boston; la scrittrice non seppe perdonare questo suo vizio e lo ripudiò cercando rifugio in Europa. Divorziò nel 1913.
Mise in vendita la residenza The Mount, rifiutando al contempo cinque o sei offerte interessanti. S’imbarcò nel 1911 per l’Europa delegando al marito la gestione della casa, venduta senza alcun avviso poco tempo dopo.Terminato il matrimonio, conclusa la sua storia d’amore, la Wharton visse per il rimanente quarto di secolo in modo attivo e stabile nonostante il clima della Guerra Mondiale. Si comportò eroicamente, elargendo opere di carità in Francia ed in Belgio. Fu insignita con il titolo di Chevalier della Legion d’Onore dalla Francia e Chevalier dell’Ordine di Leopoldo dal governo belga. Una volta terminata la guerra, viaggiò compulsivamente tra le sue due residenze francesi, una alla porte di Parigi – Pavillon Colombe – e l’altra nel sud del paese. Coltivò il piacere delle vecchie amicizie e fece incontri con giovani.
Ma tutto ciò che fu nuovo per la Wharton non valse a sostituire ciò che perse. Alla fine rimase stregata dall’influenza della sua grande casa bianca sulle colline del Berkshires, con infinta nostalgia. Edith Wharton scrisse alcuni dei suoi lavori letterari più importanti durante il decennio di residenza a The Mount. Morì d’infarto l’11 Agosto 1937 al Pavillon Colombe e fu seppellita il 14 Agosto al Cimetière des Gonards, a Versailles. “On a slope overlooking the dark waters and densely wooded shores of Laurel Lake we built a spacious and dignified house, to which we gave the name of my great-grandfather’s place, The Mount…There for over ten years I lived and gardened and wrote contentedly, and should doubtless have ended my days there had not a grave change in my husband’s health made the burden of the property too heavy.

The Mount – Edith Wharton Estate & Gardens

Diversi sono i tour proposti a The Mount. Uno é dedicato alla casa: 45-minuti per gruppi di 15 persone, attraverso le 42 stanze delle country house, visitando gli ambienti che sono risorti dopo un accurato e costosissimo restauro. Il tour é guidato da un esperto e mette in risalto la vita della Wharton ed i suoi lavori letterari, e cita le sue teorie sul design degli interni nel contesto di un arredo – frutto del restauro – compiuto da sei acclamati designer internazionali.
Il Tour dei Giardini esplora in 45 minuti il progetto disegnato dalla Wharton, vistando le terrazze d’erba, le pareti a muro, i sentieri ed il giardino di roccia. Una guida ne discute sulla base dell’opera della Wharton Italian Villas and Their Gardens, e l’influenza che ebbe nel disegno complessivo e nella paesaggistica di  The Mount.

  • I gruppi possono combinare i due tour, quello della casa e quello dei giardini, in un’unica visita.
  • I gruppi possono altresì combinare i tour della casa e dei giardini con una delle famose conferenze estive che si organizzano a The Mount dove autorevoli speaker trattano il tema di distinte personalità femminili e soggetti che sono d’interesse sulla figura di Edith Wharton. (aggiornarsi tramite il sito edithwharton.org)

Costruita nel 1902 a Lenox, Massachusetts, The Mount è ora un National Historic Landmark. Circa 15 milioni di dollari sono stati investiti ad oggi nel restauro delle 42 stanze della residenza e in un ettaro di giardini coltivati.
The Mount ha ricevuto il Preserve America Presidential Award dal Presidente Bush alla White House il Lunedì 2 Maggio, 2005. La selezione di The Mount é stata annunciata dal Presidente Bush nel Rose Garden, seguita da una cerimonia privata con il  Presidente e le First Lady Laura Bush nell’Oval Office. Nel premiare The Mount per il lavoro di conservazione e restauro si é riconosciuto la Edith Wharton Restoration (un’organizzazione non profit che mantiene e gestisce The Mount). The Mount è stata insignita del riconoscimento nella categoria heritage tourism.