I luoghi consigliati per un turismo sostenibile

In questo sito proviamo a scoprire quei luoghi che, anche se si trovano in città colpite dal turismo di massa, sono ignorati dai percorsi solitamente attraversati dai turisti. Avete presente quegli articoli dal titolo: 10 luoghi da non perdere oppure 10 luoghi da scoprire? Ecco sto parlando proprio di questo, cioè la stessa Venezia, capitale mondiale del turismo di massa, ha i suoi luoghi che, anche qualora vi passaste davanti, non sapreste apprezzare perché non sono inseriti nelle guide di marketing turistico.

Massachusetts

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Il Massachusetts è la nostra scelta consigliata per una vacanza all’insegna della sostenibilità. Alle spiagge che si estendono per chilometri si contrappone un entroterra caratterizzato da splendidi scenari naturali, accompagnati per tutto il percorso dal profilo dei Monti Appalachi.

In molti definiscono questa terra come la “culla della storia americana” che oggi rappresenta il centro nevralgico del New England. Questa parte del mondo ha davvero molto da offrire sia ai turisti che ai cittadini statunitensi che qui si recano in vacanza o in visita.

Questo Stato racchiude paesaggi tra loro molto diversi, atmosfere contrastanti, un ricco patrimonio storico e culturale, nonché una bellezza naturale che non mancherà di lasciarvi senza fiato.

La costa del Massachussets si affaccia sull’Oceano Atlantico. Sono circa 2400 i chilometri per cui essa si estende, chilometri in cui troverete perlopiù spiagge e litorali. L’entroterra si caratterizza per un paesaggio davvero molto diverso: troverete ambienti rurali, pendii, campagne ed il caratteristico profilo dei Monti Appalachi.

Girovagando a bordo della vostra auto, sulla moto o persino in sella alla bicicletta, potreste decidere di partire da Boston, centro nevralgico del Paese, per poi lasciarvi alle spalle la città e muovervi solo per villaggi e boschi. Da queste parti, oltre che dagli splendidi scenari naturali, potrete essere attratti da varie attività ricreative organizzate dalla gente del posto, da manifestazioni culturali e da festival tematici più o meno importanti.

Una curiosità: gli animali-vessillo del Massachussets sono il merluzzo, chiaro riferimento alle ricche coste del paese, ed il Boston terrier.

Il Massachussets è uno dei sei stati che compongono la regione del New England, e fra questi è il più popoloso. Si tratta di una nazione in cui i problemi finanziari e lavorativi sono abbastanza lontani, basti pensare che è al sesto posto negli USA per indice di ricchezza pro capite.

In qualche modo il Massachussets è lo stato dei record: in tutta America infatti è il secondo per Indice di Sviluppo Umano. Ciò significa che da queste parti si vive nel benessere, la gente tende mediamente ad avere un buon reddito ed ad essere ben istruita.

Nello stato del Massachussets le temperature possono differire parecchio tra una stagione e l’altra ma anche tra giorno e notte. Pensate che mediamente si passa dai 5°C ai 22°C in primavera, dai 22°C  ai 33°C in estate per poi tornare a temperature relativamente miti in autunno (7°C -24°C) e molto rigide in inverno (-9°C – 7°C). Luglio è di solito il mese più caldo, gennaio il più freddo.

Se avete intenzione di visitare Boston e dintorni vi suggeriamo di indossare sempre vestiti discretamente pesanti a meno che non vi rechiate da queste parti in piena estate. Mettete in valigia anche ombrello ed impermeabile: le precipitazioni sono abbondanti e frequenti in ogni momento dell’anno. Non mancano poi venti forti e mareggiate.

In questo Stato, magari vi tornerà utile saperlo nel caso in cui stiate pensando ad una vacanza in Massachussets, settembre ed ottobre vengono considerati mesi appartenenti alla cosiddetta alta stagione. Proprio in questo periodo si osserva il maggior traffico turistico dell’anno e non è facile quindi organizzare una incursione last minute.

L’estate indiana

Settembre ed ottobre inoltre sono anche i mesi della cosiddetta estate indiana. Di cosa si tratta? Proprio in questo periodo la natura sembra rinvigorirsi rendendo una banale passeggiata tra i boschi un’esperienza spirituale, profonda e quasi segnante. La vegetazione assume delle colorazioni suggestive che vanno dall’ocra al giallo, passando per l’arancione ed il rosso,  per il bruno, il dorato ed il marrone in tutte le sue sfumature.

Ultimo elemento utile: il fuso orario rispetto all’Italia è qui sfalsato di 5 ore. Se nel nostro Paese sono le 17 insomma nel Massachussets sono appena le 12. L’orario, come succede un po’ a tutte le latitudini, cambia con l’arrivo della primavera. A partire dal primo sabato di marzo scatta infatti l’ora legale che resterà in vigore nel Paese sino al primo sabato di novembre. In questo periodo dell’anno perciò, il fuso orario cresce di un’ora. In poche parole se in Italia sono le 17, stavolta nel Massachussets sono appena le 11.

Boston è la capitale del Massachussets. Si tratta di una città piccola ma vivace, culturalmente molto ricca e sicuramente piacevole alla vista. Al suo interno è presente una delle due aree metropolitane del paese, la cosiddetta Grande Boston. L’altra è Springfield. La squadra di basket della città è quella dei Boston Red Sox.

Ad aprile da queste parti ha luogo la Maratona di Boston. Nello stesso mese qui si festeggia anche il Patriot’s day. Per l’occasione potrete assistere alla messa in scena della battaglia che oppose i patrioti rivoluzionari ai soldati dalla giubba rossa, ossia ai militari inglesi che tenevano sotto assedio la colonia del Massachussets.

In estate la capitale celebra, come tutto il resto degli stati americani, il 4 luglio. Boston ospita nello stesso periodo anche l’Harbor Fest. In questa occasione potrete visitare le Boston Harbor Island, ossia ciascuna delle 30 isole incluse nella National Park Area fondata nel 1996. All’interno del parco troverete un fortino risalente al periodo della guerra civile, potrete raccogliere qui e là delle bacche, campeggiare o lasciarvi trasportare dai vostri pensieri davanti ad una suggestiva spiaggia solitaria.

Mass vacation, le vacanze di massa

Il turismo di massa è un fenomeno che porta con sè diverse conseguenze che sono ben visibili sotto i nostri occhi ed in diversi contesti. Il turista predilige itinerari preconfezionati, imitando tanti altri prima di lui. La scelta della sua meta è dettata dalle mode del momento e, una volta chiusa la valigia, il viaggiatore appartenente a questa categoria non vuole altro che godere di un po’ di meritato relax.

All’atto pratico ciò significa che in un dato periodo ed in una data stagione, numeri significativi di persone visitano la stessa area. In molti casi il turismo di massa è anche un turismo economico: avete presente i pacchetti da 3 giorni e 2 notti all inclusive? Ecco, è proprio a quelli che questo target di pubblico tende ad approcciarsi. In sintesi quindi si pratica del turismo di massa quando si va a Rimini in estate, a Venezia in occasione del carnevale, a Disneyland o in altri luoghi similmente battuti dai visitatori e quando per far ciò si approfitta di sconti ed offerte.

Al turismo di massa si contrappone il turismo di nicchia, orientato alla ricerca dell’altro da sé, del culturalmente differente e del non da tutti conosciuto. In genere questo tipo di viaggio si incentra su valori quali il rispetto dell’ambiente e delle culture. Si tratta quindi di un approccio solidale, responsabile ed ecosostenibile che cozza un po’ dall’idea di viaggio organizzato.

Nascita del turismo di massa

Sino alla metà dello scorso secolo essere un turista significava appartenere ad una èlite. Non tutti i ceti sociali potevano permettersi il lusso di non lavorare per qualche giorno, di pagare il biglietto per il mezzo di locomozione o di soggiornare in albergo o in strutture ricettive in genere.

Soltanto in una fase storica appena posteriore il turismo divenne anche affare dei ceti più bassi. La crescente industrializzazione infatti aveva imposto l’adozione di stili di vita diversi rispetto al passato. Le possibilità dei ceti medio-bassi crebbero considerevolmente e si poté, poco alla volta, approdare al turismo balneare o a quello sportivo, a quello termale e culturale. Al giorno d’oggi, specialmente nei paesi industrializzati, la disponibilità economica è tale da rendere possibile per tutti un occasionale turismo di massa.

Sicuramente rispetto al passato è cresciuta la disponibilità di mezzi di trasporto sfruttabili. Visto l’aumento della domanda, gli addetti ai lavori hanno quindi elaborato ai giorni nostri dei veri e propri pacchetti turistici in cui sono spesso compresi i voli, i soggiorni in hotel ed un certo numero di attività accessorie.

Conosciamo la meta delle nostre vacanze?

Sì, in molti casi ci si reca in un dato posto anziché in un altro perché si vuol vedere un monumento, entrare in un parco divertimenti per salire su una attrazione ben precisa, visitare una data cascata e così via. Rispetto al passato insomma capita veramente di rado di andare da qualche parte senza avere la minima idea di come sia fatta la città e di quali siano i suoi punti di interesse. Anzi, sappiamo già prima di arrivare a destinazione quali autobus prendere per raggiungere il museo o la spiaggia, in quale punto del paese ha sede l’albergo scelto per alloggiare e così via.

Ciò ovviamente accade grazie alla presenza sempre più insistente dei media nella nostra quotidianità. In tutto questo ha poi un suo ruolo anche il marketing turistico che mette i rilievo i punti di forza di una data località, spesso spettacolarizzando le possibili attrattive del posto. L’uomo moderno non va in viaggio per esplorare e conoscere, ma per verificare e toccare con mano, per vivere le esperienze raccontate da altri e, perché no, per compiere delle scelte socialmente approvate in quanto di tendenza.

Il viaggio non è mai una questione di soldi, ma di coraggio
Paolo Coelho
Scrittore

Qual è il senso di un viaggio?

Viaggiare non ha un unico senso. Ai nostri giorni si va da qualche parte per lavoro o in cerca di lavoro, per rilassarsi o per divertirsi, perché costretti da fattori contingenti o per puro piacere.

In ogni caso viaggiando, lasciando per qualche tempo la nostra terra, comprendiamo meglio altre realtà ed impariamo a scorgere delle piccole grandi differenze tra esseri umani, popoli e culture. Forse è proprio questo il bello del viaggio: comprendere ed accettare, sapere che nel mondo esiste il diverso da noi e che tutto sta in un perfetto equilibrio che non bisognerebbe intaccare.

Viaggiare significa abolire i pregiudizi ed imparare a rispettare gli altri, cambiare la propria indole ed il proprio modo di vedere il mondo. E questo poco ha a che vedere con la definizione di turismo di massa, culturale, stagionale e così via. Il turismo è sempre quello, il suo fine ultimo è sempre lo stesso. Ed anche oggi che di certo non viaggiamo più come si faceva in passato, alla meno peggio ed allo sbaraglio, visitare mete più o meno lontane ha un profondo valore conoscitivo, morale e formativo.

Le città sono sempre state come le persone, esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore. A seconda della città o del viaggiatore, può scoccare un amore reciproco, o un’antipatia, un’amicizia o inimicizia. Solo attraverso i viaggi possiamo sapere dove c’è qualcosa che ci appartiene oppure no, dove siamo amati e dove siamo rifiutati.
Roman Payne

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