Boston Marathon: la più antica maratona al mondo

John Graham, membro della Boston Athletic Association – BAA - e responsabile della squadra olimpica statunitense che partecipò alla prima Olimpiade moderna ad Atene nel 1896, tornò a Boston entusiasta di quella storica esperienza. Talmente entusiasta da voler riprodurre la celebre gara ispirata all’impresa di Filippide anche sul suolo patrio. Passarono solo pochi mesi ed il 19 aprile 1897 John McDermott si aggiudicò la prima maratona di Boston in 2 ore , 55 minuti e 10 secondi. Nacque in questo modo la maratona annuale più antica del mondo.

Il percorso andava dall’Irvington Oval di Boston al Metcalf’s Mill di Ashland, un piccolo centro situato ad ovest della capitale del Massachusetts, ed era lungo 39,5 Km, poco meno dei 40Km della maratona di Atene,  che si  pensava fosse l’esatta distanza coperta da Filippide per dare la notizia della storica vittoria contro i persiani. Dal 1927 la gara venne allungata a 42,4 Km, in conformità a quanto era stato stabilito per l’omologa competizione olimpica. Era successo che, durante le Olimpiadi di Londra del 1908, re Edoardo VII d’Inghilterra avesse richiesto che la maratona iniziasse dal castello di Windsor affinché la famiglia reale potesse assistere alla partenza. Per accontentare sua maestà e contemporaneamente far terminare la gara nello Stadio Olimpico, gli organizzatori si videro costretti ad allungare il percorso di 2,4 km, stabilendo uno standard ufficiale che sarebbe rimasto valido fino ai nostri giorni.

La maratona di Boston si corre, fin dalla sua prima edizione, durante il Patriot’s Day, la tradizionale festività del Massachusetts che celebra l’inizio della Rivoluzione Americana e si tiene il terzo lunedì d’aprile di ogni anno. Possono parteciparvi tutti gli atleti che abbiano corso maratone ufficiali negli ultimi sei mesi precedenti la gara ed abbiano ottenuto dei tempi minimi stabiliti per ogni categoria ed età. il percorso attuale va da Hopkinton, pochi chilometri ad ovest di Ashland e termina presso la John Hancock Tower a Copley Square.

Il più celebre corridore della Boston Marathon è stato certamente John A. Kelley, che nella sua vita ha preso il via ben 61 volte nell’arco di circa 70 anni a partire dal 1928. Giunto al termine per 58 volte è arrivato primo in due occasioni – 1935 e 1945 –, secondo in altre 7 maratone e si è classificato tra i primi 10 per ben 18 volte. Ha corso la sua ultima Boston Marathon nel 1991 all’età di 83 anni. Ora, una statua situata sulla Heartbreak Hill a Newton, ricorda la sua straordinaria epopea raffigurando un ventisettenne J. Kelley vincitore della maratona del 1935 che stringe la mano all’ottuagenario maratoneta dell’edizione del 1991.

Ma la storia della Boston Marathon non è fatta di soli uomini. Fino al 1971, a dire la verità, la Amateur Athletics Union (AAU) – la federazione americana di atletica amatoriale – non permetteva alle donne di iscriversi alle gare podistiche sulla lunga distanza. Fu così che tra il 1966 ed il 1968 una ragazza intraprendente di nome Roberta Gibb partecipò per tre volte alla maratona nascondendosi tra i cespugli prima della partenza. Ma la Gibb non può ancora essere considerata un’atleta ufficiale della competizione.  Nel 1967 Katherine Switzer, invece, s’iscrisse alla gara fornendo false generalità. Quando i giudici scoprirono l’inganno cercarono inutilmente di allontanare l’atleta dal percorso. Fu anche grazie alla provocatoria azione di queste atlete che nel 1971 l’AAU si decise finalmente ad ammettere la partecipazione delle donne alla maratona.

La Boston Marathon vanta anche un altro record importante. È stata la prima competizione di questo tipo ad ammettere alla gara atleti con problemi di disabilità motoria. Nel 1975 Bob Hall vinse una scommessa con l’allora direttore di gara Will Cloney completando l’intero percorso su sedia a rotelle in meno di tre ore  e ricevendo per tale impresa un certificato ufficiale di partecipazione dalla BAA.

Ora la Boston Marathon è il secondo evento sportivo della durata di un giorno più seguito del mondo dopo il Superbowl e tra gli illustri protagonisti che hanno tagliato il suo traguardo da vincitori vanta ben 4 campioni olimpici tra cui la leggendaria portoghese Rosa Mota e soprattutto il “nostro” Gelindo Bordin. www.bostonmarathon.org