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Malcom X

Gli Anni Bostoniani di Malcom X

Dopo un lungo viaggio dal Michigan, il teenager Malcolm dai capelli rossastri scese dal Greyhound e cominciò a camminare per Boston. La dozzina di anni vissuti in Massachusetts prepararono il giovane Malcolm a diventare Malcolm X, il Black Musli temuto in vita ma altamente rispettato dopo la morte tanto che un college della Ivy League college, la Columbia University, ha creato un centro di ricerca per studiarne la sua vita.
Fu proprio a Boston che da giovane sfaccendato che non riusciva a mantenere un lavoro divenne un traffichino di strada e venne poi imprigionato con numero 22843. Dietro le sbarre delle prigioni del Massachusetts si diede all’educazione e divenne disciplinato, uomo di religione con la forza di impegnarsi per la sue gente di colore.  Dopo mezzo secolo dalla sua dipartita da Boston, ci sono ancora molti luoghi in città nei quali si può ben affermare, “Malcolm was here.”

Quando giunse a Boston, nel 1940 o 1941 a seconda dei dati, Malcolm Little non aveva che 16 anni ed andò a vivere con la sorellastra più vecchia di lui, Ella Little Collins. La sua casa al 72 Dale Street nel quartiere di Roxbury esiste ancora ed é stata dichiarata historical landmark dalla città di  Boston e dallo stato del Massachusetts.
Nato ad Omaha, Nebraska e cresciuto nelle piccole cittadine di Milwaukee, Wisconsin, Lansing e Mason, Michigan, Malcolm era stato attirato dalle luminarie notturne del “downtown Roxbury”— apparentemente Dudley Square— quando andò in visita dalla sorella durante un’estate. “I didn’t know the world contained as many Negroes as I saw thronging downtown Roxbury at night, especially on Saturdays,” Malcolm X scrisse nella sua autobiografia scritta a due mani con Alex Haley nel 1964. “Neon lights, nightclubs, poolhalls, bars, the cars they drove! Restaurants made the streets smell-rich, greasy, down-home black cooking. Jukeboxes blared Erskine Hawkins, Duke Ellington, Cootie Williams, dozens of others.”
Con solo un’educazione scolastica elementare, continuava a cambiare lavoretti. Fu parcheggiatore d’auto partime di un parcheggio – Walker’s Auto Parks Company a Chinatown. Rodnell P. Collins, figlio di Ella scrisse nel suo libro del 1988  “Seventh Child: A Family Memoir of Malcolm X,” che Ella trovò un lavoro a Mialcolm nel suo secondo giorno a Boston e che fu lì che venne arrestato per con l’accusa di furto con scasso nel 1946. Per un certo periodo lavorò alla Roseland State Ballroom, ch aveva due piste da ballo distinte per bianchi e per neri in serate diverse e la pulizia delle scarpe nel bagni maschili. Era un locale frequentato allora da direttore d’orchestra Duke Ellington, che qui spesso si esibiva. Il locale era sulla Massachusetts Avenue, ove oggi si trova la Christian Science Church. Ad Ella Malcom raccontò d’aver abbandonato il lavoro perché non aveva tempo di fare due cose insieme: ballare e pulire scarpe. Un altro posto fu il Savoy Cafe, un jazz club che si trovava al 410 Massachusetts Avenue ad ovest della Columbus Avenue. Trovò un altro lavoro al Townsend Drug Store, che non esiste più ma che si trovava a Roxbury sulla Humboldt Avenue all’incrocio con la Townsend Street.

Poi lavorò come conduttore di pulmino all’ (Omni) Parker House nel downtown Boston; come imballatore da Sears, al magazzino Roebuck a Fenway, ove si trova oggi il Landmark Center all’incrocio tra Brookline Avenue, Boylston Street e Park Drive. Per circa un anno nel 1943 Malcolm lavorò alla New Haven Railroad, come lavapiatti e servendo caffè e Panini ai passeggeri dei treni dalla South Station di Boston in viaggio per Washington, D.C. e New York City. Nella sua autobiografia scrisse che si trovava così bene a vendere panini tanto che lo chiamavano “Sandwich Red.” Prima di trovare lavoro a bordo delle carrozze ferroviarie, caricava i pasti per i treni sulla Dover Street Yards a South Boston, sempre secondo la sua autobiografia. Trascorse un altro anno lavorando con Seaboard Railroad su tratte ferroviarie più lunghe, da St. Petersburg e Miami, Florida, noleggiando cuscini ai passeggeri e pulendo le carrozze. I lavori alla ferrovia introdussero il giovane Malcolm ad Harlem, che certamente trovò ancora più sfavillante di Roxbury, e poi nella vita di strada. Traslocò ad Harlem nel 1943 e vi rimase. Quando ritornò a Boston l’anno successivo, visse a Roxbury con il suo amico e compagno di crimini, Malcolm “Shorty” Jarvis. Il primo arresto di Malcolm Little avvenne nel Novembre 1944 a Boston, per aver rubato una pelliccia da donna del valore di $250. Fu incarcerato per tre mesi ed ebbe la libertà vigilata per un anno. Malcolm spacciava cocaina e giocava a poker d’azzardo, fin tanto che gli venne l’idea criminale che riteneva gli portasse maggior guadagni: fare furti con scasso nella case degli abbienti. Le amiche bianche di Malcolm e Shorty, ed un cameriere nero che serviva ai tavoli nelle feste, tracciarono le case da svaligiare. Usarono come base per le operazioni un appartamento a pianterreno accanto ad Harvard Square. La vita del crimine ebbe fine nel Gennaio 1946, quando tentò di ritirare un orologio rubato che aveva lasciato a riparare per il vetro rotto e che era frutto di un furto natalizio a Milton. Peccato che la polizia avesse diramato segnalazioni a tutti i gioiellieri di Boston ed i detective attesero solo che Malcolm passasse a ritirare la merce. Ebbe la prudenza di non resistere all’arresto, risparmiandosi così di morire ucciso in una sparatoria. Tutti, tranne il cameriere, furono arrestati. Malcolm Little fu processato due volte alla Middlesex Superior Court di East Cambridge per furti a Belmont ed alla Norfolk Superior Court a Dedham per altri furti a Milton. Durante i processi fu tenuto in detenzione alla Norfolk House of Correction di Dedham. Nel giro di sei settimane fu ritenuto colpevole di sette accuse e sentenziato per ognuna di esse da 6 ad 8 o da 8 a 10 anni di lavori forzati, tutti da trascorrere contemporaneamente. Nella sua autobiografia Malcolm scrisse di sospettare che lui e Shorty ebbero una cauzione alta di $10,000 ed una sentenza esagerata proprio perché si erano accompagnati a donne bianche. La prima detenzione per Malcom allora ventenne fu nella vecchia prigione di Charlestown State Prison, costruita nel 1805 e poi abbattuta nel 1927. Oggi è la location del Bunker Hill Community College.  Successivamente ha passato un periodo in quelle che oggi sono le carceri di MCI-Concord e MCI-Norfolk. Durante tutti gli anni a Charlestown, Malcolm fu talmente sboccato da essere soprannominato “Satan.” Poi cominciò a cambiare atteggiamento di vita, frequentando un corso di inglese per corrispondenza ed uno di latino. Nella prigione di Concord Prison nel 1948 molti suoi fratelli  gli scrissero sollecitandolo a seguire il loro esempio e ad unirsi alla Nation of Islam, abbracciando le dottrine di Elijah Muhammad contro l’alimentazione a base di maiale ed il fumo. Subito ne fu ispirato sperando che ciò contribuisse ad uscire prima di prigione; smise di mangiare carne di maiale e di fumare. Successivamente nello stesso anno, la sua sorellastra Ella riuscì a farlo trasferire alla prigione di Norfolk, che lui stesso descrisse quale carcere riabilitativo.
Norfolk disponeva di un’eccellente biblioteca e Malcolm divorò libri, da “The Souls of Black Folk” di W.E.B. DuBois a “Paradise Lost” di Milton. Copiò un dizionario intero. Si unì al gruppo dei dibattiti. La contemplazione e la corrispondenza coi fratelli lo condusse ancor più profondamente negli insegnamenti di Elijah Muhammad. Il suo ultimo anno in prigione fu nuovamente a Charlestown; fu trasferito – Malcolm sospettò – a causa dei contenuti delle sue lettere. Nell’agosto 1952 dopo sei anni e mezzo nelle prigioni del Commonwealth, Malcolm Little fu rilasciato sulla parola. Andò a Detroit e si unì alla Nation of Islam, cambiando il suo nome Malcolm X.

Un Malcolm trasformato visitò spesso Boston per andare a trovare i suoi parenti e diffuse gli insegnamenti di Elijah Muhammad. Alcuni dati gli accreditano la fondazione della Moschea Muhammad No. 11 a Roxbury prestandovi servizio nel 1953 e 1954, ma sembra che questi dati non siano accurati. Il Minister Muhammad si unì alla Moschea di Roxbury nel 1957 e sostiene che Malcolm sovrintendeva le attività del tempio nel suo ruolo di ministro regionale delle moschee da Philadelphia a Boston. Al contempo fu il leader della moschea di Harlem. Apparentemente sembra che Malcolm fosse spesso a Boston non tanto per divulgare la fede ma per rappresentare in riunioni pubbliche e raduni il Mister Muhammad. Fu ospite frequente in talk show notturni, tra i quali il primo tenutosi a Boston da Jerry Williams. L’audience aumentò quando il provocatorio Malcolm partecipava alle trasmissioni che iniziarono nel 1957, in onda live sull’emittente WMEX 1510 dagli studio a Fenway Park. Jerry Williams divenne molto famoso grazie agli interventi di Malcolm. E’ più che certo che è per mano di Malcolm che fu fondata la moschea nr.13 a Springfield.  La morte di Malcolm avvenne ad Harlem presso la Audubon Ballroom il 21 Febbraio 1965 per mano di assassini.