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Jan Pogue

Jan ha creato Vineyard Stories un casa editrice indipendente che ha collaborato con la fotografa Alison Shaw per diverse pubblicazioni. Arte e commercio spesso sono compagni difficili, ma Jan Pogue é riuscita a combinare un matrimonio di successo tra le due componenti con Vineyard Stories.

Una sfida che dura da sette anni, nata per necessità, volontà e visione, Vineyard Stories si sta muovendo dallo stato di sopravvivenza verso il mondo editoriale thrival in a topsy-turvy book publishing world.

Il nostro impegno é fare bei libri che siano significativi per i lettori,” dice Ms. Pogue in una recente intervista. Nell 2012 ben 27 i  titoli, più di quelli che lei e suo marito John Walter avessero mai immaginato agli inizi di Vineyard Stories nel 2005. Mr. Walter, un co-fondatore di USA Today, si è pensionato dal quotidiano di successo Atlanta Journal and Constitution ed è stato assunto nel 2002 per editare la Vineyard Gazette. Ms. Pogue é una giornalista di carriera, una scrittrice di libri ed una scrittrice per una casa editrice di Atlanta;  hanno deciso di diventare residenti isolani.

Meno di due anni dopo, Mr. Walter si é trovato improvvisamente disoccupato ed è così che la coppia iniziò a lavorare insieme, cercando un’altra strada. Vineyard Stories é stata la loro risposta. Tre anni dopo aver fondato l’azienda, Mr. Walter a 61 anni muore a seguito di un intervento chirurgico nel 2008. L’azienda aveva appena iniziato l’ambiziosa avventura, il progetto “Morning Glory Farm,” una storia ora alla sua terza ristampa. Ms. Pogue parla d’arte e di vita, e del commercio nel pubblicare dalla sua casa di Edgartown e dal suo ufficio spassoso, una tree house a nido d’uccello nella sua proprietà. Ha affermato che non intende gestire 5.000 persone in un ufficio a New York City e che il suo scopo é: A) Non fare miliardi e questo sta funzionando molto bene nella sua vita. B) Pubblicare libri importanti per il lettore e che abbiano un senso di missione. C) Libri che siano costruiti con testo e design che facciano sentire bene la gente che li ha scritti dopo aver compiuto il proprio lavoro. “Ad esempio, gli e-books oggi hanno successo ma non sono certo la piattaforma giusta per i miei libri. La gente si perde nel mondo editoriale d’oggi. Non riesce a trovare agenti. Molte case editrici non pubblicano più manoscritti. Vogliono ricevere un manoscritto ed un marketing plan. Vogliono libri che generino una stampata di almeno 8 milioni di copie. Io non sono fatta per questo. Ho qualche qualifica ed una buona dose di lavoro alle spalle: 27 libri pubblicati nel 2012. Sono un ‘editrice e sono tosta. L’otto per cento del tempo che uno spende per biasimare, io lo impiego per forgiare la storia che mi é stata data. Ho due romanzi da leggere proprio adesso e debbo decidere se venderanno o no. Non voglio che i miei autori vivano situazioni finanziarie precarie. Alla fin fine siamo tutti amici e vicini di casa! Missioni e visioni sono la medesima cosa. Faremo libri meravigliosi, testi rilassanti, layout ed arte al contempo. Mi piacciono libri belli e leggibili. La mia azienda segue questo percorso e sta appena crescendo. L’isola lo consente e ha creato la mia azienda. Ciò non sarebbe successo, neanche a Cape Cod. Non c’è questa diversità e bizzarria. Intendo: bizzarria in modo positivo, ciò che ispira la gente di natura artistica. Il cambiamento nell’editoria è simile ad una vecchia foresta che alla fine sarà rimpiazzata da una nuova foresta. Ed io sono qua a salutare la luce del sole”. http://vineyardstories.com/marthas-vineyard