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Jack Kerouac

Jack Kerouac è il “Maverick” della seconda metà del XX secolo nella letteratura americana. Il Jazz, il Beat cosmopolita, la parola sofisticata che traduce il senso di libertà, contro ogni paura ed il richiamo incontrastato all’evasione. Scrittore “maledetto” americano,  rappresentante della Beat Generation. L’energia cruda e la bellezza della prosa di Kerouac stabilirono un nuovo standard nella letteratura Americana.

Pochi sanno che Jack Kerouac nacque a Lowell nella Merrimack Valley del nord-est del Massachusetts. Jean-Louis Kerouac nacque nel quartiere di Centraville nel 1922 e visse immerso  nella comunità degli immigranti e della classe operaia di Lowell. La sua casa natale al 9 della Lupine Road è tutt’oggi visibile, ma non visitabile poiché abitata da due famiglie.

Prima di morire all’età di 47 anni Jack Kerouac pubblicò 24 libri: una vera cronaca della vita e delle avventure della generazione americana post guerra. Kerouac non solo nacque e crebbe a Lowell, ma rimase anche un nativo di questa cittadina per tutta la sua vita. Morì in Florida nel 1969, ma fu seppellito all’Edson Cemetery di Lowell. (link a cimiteri)

Lowell è stata la prima città delle fabbriche negli USA, con una vera e propria comunità industriale. La città è la vera testimonianza storica della Rivoluzione Industriale Americana, e di come l’America cambiò da paese agricolo a nazione dell’industria moderna. La storia di Lowell è quindi strettamente legata alle genti che hanno contribuito al progresso, molte di queste – lavoratori alle fabbriche di cotone – erano famiglie d’emigranti. Tra queste anche quella di Jack Kerouac d’origine Franco-Canadese.

Lowell oggi è National Historic Park of America –  circa 170.000 abitanti  – patrimonio culturale e storico dell’epoca della Rivoluzione Industriale. I grandi insediamenti dei cotonifici sono testimonianza della prima industria che sorse negli USA sulle sponde del Merrimack River, che grazie alle sue acque azionava i mulini fornendo energia idrica alle fabbriche tessili, tipiche di quest’area del Massachusetts.

Lowell è indubitabilmente la testimonianza più “surreale” della prima città industriale nel nuovo continente e – al contempo – culla e tappa finale di Kerouac.

Kerouac fu cattolico praticante, frequentatore della comunità cristiana franco canadese di Lowell e della sue chiese. Parlava francese. Frequentò la Lowell High School.

La storia di Jack è intrecciata a quella di Lowell. Kerouac diventò scrittore a Lowell. Molti dei suoi scritti sono stati concepiti a Lowell, primo fra tutti l’opera che lo rese famoso, On The Road.  Al Merrimack River, alle sue acque impetuose, ai ponti che lo attraversano, ai canali di Lowell, si ispirò fin da ragazzo per realizzare una vasta produzione di racconti, romanzi, poemi, poesie. Cinque suoi racconti adottano varie location di Lowell.

Le Pawtucket Falls ed il fiume Merrimack che azionavano i mulini delle macchine industriali, riportano all’infanzia di Jack Kerouac, ma soprattutto agli anni del 1920, ’30 e ’40.  Le ragazze operaie sono state citate nelle opere di Jack Kerouac. Le descrizioni di Lowell – virtualmente presenti di ogni opera di Kerouac – sono notevoli per bellezza, potere e non sono databili. Rimangono valide nel tempo e grazie a queste milioni di lettori hanno così imparato a conoscere Lowell.

 The other night I had a dream that  I was sitting on the sidewalk on Moody Street, Pawtucketville, Lowell, Massachusetts, with a pencil and paper in my hand saying to myself “Describe the wrinkly tar of this sidewalk, also the iron pickets of Textile Institute, or the doorway where Lousy and you and G.J.’s always sittin….” (Dr.Sax)

Definì Lowell “Galloway”, nel suo libro The Town and The City: “The Merrimac River, broad and placid, flows down to it from the New Hampshire hills, broken at the falls to make frothy havoc on the rocks … The grownups of Galloway … work- in factories, in shops and stores and offices, and on the terms all around. The textile factories built in brick, primly towered, solid, are ranged along the river and the canals, and all night the industries hum and shuttle. This is Galloway, milltown in the middle of fields and forests.”

Lowell ha visto anche gli inizi del romanzo che lo rese famoso, ON THE ROAD, manifesto di intere generazioni che hanno scoperto l’America grazie a questo testo “rivoluzionario”  tradotto e presentato in Italia da Fernanda Pivano. On The Road fu scritto da Kerouac in maniera poco convenzionale: il manoscritto fu stilato su un rotolo di carta. Lo “stroll”  fu stato esposto a Lowell durante la celebrazione del 50simo Anniversario del romanzo, nel 2007. L’esposizione del prezioso manoscritto fu organizzata grazie al National Park Service nella sede degli storici Boott Cotton Mills, le fabbriche del cotone di Lowell.

Tra le diverse attrattive dislocate all’interno del Lowell National Historic Park, il Jack Kerouac Commemorative: una piazza – tra la Bridge Street e la French Street – decorata con otto colonne-sculture di granito, che onorano otto scritti di Keroauc.

Molteplici le tappe di visita dei luoghi di Kerouac, tra i quali anche la sede del quotidiano Lowell SUN ove lavorò brevemente quale reporter sportivo. I canali, l’archeologia industriale, i musei delle fabbriche e dei cotonifici, i bar ove soleva trascorrere le notti lo scrittore girovago Jack, il New England Textile Museum (link Musei) ed il Revolving Museum of Arts, gli atelier degli artisti nei grandi loft ubicati nella ex-fabbriche, il Kerouac Park sono l’ambientazione di un viaggio nel mito americano.

Ogni ottobre la città di Lowell organizza Lowell Celebrates Kerouac! (LCK!), un festival letterario – organizzazione non-profit composta da circa una trentina di direttori ed almeno 1000 supporter non retribuiti -, la cui missione è quella di promuovere una migliore comprensione ed apprezzamento per la vita e le opere di Jack Kerouac. Fu creato nel 1985 con  l’intento di mantenere anche altre attività educative e culturali, tra le quali il festeggiamento del compleanno di Kerouac il 12 Marzo. Il Festival organizza tour speciali nei luoghi di commemorazione del poeta beatnik, tra i quali risultano anche tutti quei siti descritti nei suoi romanzi e nei racconti; reading, conferenze, presentazione di libri in presenza degli autori, musica folk e jazz, film, eventi speciali e dizione di poesie e la competizione Jack Kerouac Literary Prize Award. Molti fan e studenti di tutti gli Stati Uniti e dal mondo intero giungono a Lowell per il Festival.

Tra i poeti, musicisti, studenti che hanno partecipato nel corso degli anni si ricordano Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, Robert Creeley, David Amram, Gregory Corso, Anne Waldman, Patti Smith, Herbert Huncke, Ann Charters, Douglas Brinkley, Willie Alexander, Diane DiPrima, Joyce Johnson, Ann Douglas, Sterling Lord e John Sinclair.

Nel 2005 l’agente di Jack Kerouac, Sterling Lord, ha trovato – in un magazzino del New Jersey – la copia di una pezzo teatrale inedito scritta da Kerouac. L’opera si chiama “Best Generation”, e risalirebbe al 1957, anno della pubblicazione di “On The Road”.

Estratti del testo sono stati pubblicati nel numero di giugno 2005 della rivisita Best Life, mentre l’intero lavoro è stato edito nell’ottobre dello stesso anno dalla Thunders Mouth Press, che aveva già pubblicato “Departed Angels: The Lost Paintings”, un libro sui dipinti e disegni di Jack Kerouac.

“Beat Generation” narra una giornata tipo, tra letteratura, alcool e droga, dell’alter ego letterario dell’autore, Jack Duluoz, insieme ad altri personaggi che – come succedeva di frequente – si basavano sugli altri artisti del suo circolo come Ginsberg e Cassidy.

Sempre nel 2005 è edito dalla Mondatori nelle collana Piccola Biblioteca degli Oscar, il Diario di uno scrittore affamato, una raccolta di articoli, racconti e saggi di Kerouac, curata da Paul Marion, professore alla University of Massachusetts, esperto di Kerouac e responsabile delle Relazioni Esterne. Un’ultima curiosità: il titolo originale del libro è: Atop on Underwood, letteralmente “Sopra la Underwood”, la macchina da scrivere di Kerouac al Mogan Cultural Center ove é custodito ed in mostra anche lo zaino dello scrittore-poeta-artista.