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Isaac Asimov

Isaac Asimov trascorse circa 20 anni a Boston quale accademico della BOSTON UNIVERSITY.

Nacque nel 1920 in Russia ed all’età di tre anni la sua famiglia emigrò con l’ondata di Ebrei dell’Europa Orientale a New York. Cresciuto a New York, ove suo padre gestiva una bottega nella quale Isac dava una mano. Ma è proprio il ventennio trascorso a Boston che gli creò fama quale scrittore di science fiction. Nella sua autobiografia definì gli anni bostoniani il suo “periodo fulgido di science fiction”.

Già precocemente si rivelò avido lettore di riviste quali “Amazing Stories”. Già da ragazzo scrisse le sue prime storie. Nell’Ottobre del 1938 riuscì a vendere i propri racconti a 64$ che poi furono pubblicati in Amazing Stories il Gennaio successivo, un mese dopo il suo 19° compleanno.

All’epoca fu uno studente della Columbia University, poiché il padre desiderava che studiasse medicina, benché Isaac frequentò la facoltà di biochimica della Columbia.

Quando nel 1948 si mise a cercare lavoro, l’unica posizione che gli venne offerta fu di insegnare alla Boston University Medical School, posizione che accettò, benché triste nel dover lasciare New York.

Nonostante il profilo dei suo personaggi letterari, Isaac mantenne una vera avversione per i viaggi per tutta la sua vita. Nei suoi racconti aveva viaggiato in tutta la galassia – come fece notare – ma nella vita reale odiava viaggiare – come espresse in un’intervista nel 1987. “I never go on airplanes…I’m not afraid to fly…I just hate to travel by any means. I like to stay were I am.”

Con la moglie Gertrude si stabilì a Boston poco dopo la laurea nel Maggio 1949. Occupò un appartamento nella Worcester Square, poi velocemente traslocò a Luglio in un appartamento a Somerville. Nel Maggio  1951 cambiarono casa per un appartamento a Waltham al 265 di Lowell Street. Infine nel Maggio 1956 si spostarono nuovamente a West Newton al 45 Greenough Street.

Per i successivi 22 anni Boston fu la sua dimora. Inizialmente Asimov dedicava le sue giornate all’insegnamento ed alla ricerca alla BU Medical School, mentre di notte produceva racconti di science fiction. Come la sua reputazione di scrittore crebbe nel tempo, trascorse sempre meno tempo nella ricerca.

Il suo racconto Pebble in the Sky fu pubblicato nel 1950 con eccellenti critiche.

Quando Asimov ricevette l’involucro del libro sei meravigliò di essere citato nella posizione accademica alla BU di Boston. Si preoccupò che la facoltà di medicina non volesse essere associata alla sua attività di science fiction. Addirittura richiese se fosse opportuno che rassegnasse le dimissioni. Più tardi Asimov ricorda: “The dean considered thoughtfully (a was a true Boston Brahmin witha long face and an easy smile) and said, “I sit a good book? “ Cautiously I said, “The publishers think so”. He said “In that case, the medical school will be glad to be identified with it.”

Nel 1950, lo stesso anno, completò anche la prima collezione di racconti brevi I, Robot. In questo lavoro classico egli coniò la parola “robotics” ed inserì tre leggi per i robot: “la prima che i robot non potessero ferire gli umani, o tramite inattività danneggiare gli umani, La seconda: un robot deve ubbidire agli ordini dati da un umano, ad eccezione che tali ordini infrangano la prima legge. La terza legge: un robot deve proteggere la propria esistenza fino a quando tale protezione non sia conflittuale alla prima e seconda legge.

Benché i robot sviluppati all’epoca non fossero abbastanza complessi da contenere i tre principi, le idee di Asimov hanno ampiamente influenzato altri scrittori e scienziati che lavoravano nella sfera delle macchine intelligenti. Ed hanno anche ispirato film di successo incluso il film Bicentennial Man, con Robin Williams nella parte di un robot intelligente, e successivamente nel 2004 il film di grande successo, I, Robot con Will Smith.

Asimov mantenne la sua affiliazione con la BOSTON UNIVERSITY anche dopo che divenne uno scrittore a tempo pieno nel 1958. Durante questi anni a Boston, Asimov scrisse 15 libri di science fiction.

Dopo che la Russia lanciò lo Sputnik nel 1957, Asimov desiderò accrescere la conoscenza del pubblico Americano sull’interesse della scienza. Nel 1959 effettua la svolta dai libri di science fiction agli scritti su questioni scientifiche, inclusa biologia, matematica, astronomia, scienza della terra, chimica, biochimica e fisica. Quale straordinario scrittore prolifico, nella sua vita scrisse oltre 500 libri. E’ l’unico autore ad aver pubblicato titoli in tutte le categorie della biblioteca Dewey Decimal, con la sola eccezione della filosofia.

Nonostante avesse lasciato New York con riluttanza, Asimov amò la sua nuova città adottiva Boston. Scrisse: “As time went on, I rapidly grew to like Boston and New England generally. I found a liberal newspaper, the Boston Globe, and I discovered there was no shortage of eating places or science fiction fans”. Una volta che imparò a guidare l’auto scoprì che “the New England countryside is delightful.

Nel 1970 Asimov ritornò a New York City. Alcuni anni dopo il suo editore gli chiese di ricominciare a scrivere di science fiction. Benché ritenesse che i suoi lettori lo considerassero come un postumo di una generazione precedente, affrontò il suo secondo libro della serie Foundation ne più e ne meno come aveva fatto con il primo. Con sua meraviglia questo libro – il suo 262° – rientrò subito nella bestseller list. E ci rimase per 25 settimane.

Asimov morì a New York City nel 1992. In tutta la sua ultima parte di vita continuo a mantenere relazioni con la Boston University regalando tutti i suoi scritti dal 1965 al 1992 alla Mugar Memorial Library. Gli scritti di Asimov sono contenuti in 464 scatole su oltre 70 metri di scaffalature.

La causa della sua morte – AIDS per una trasfusione di sangue per una operazione di triplo bypass – fu resa ufficiale solo nel 2002 alla pubblicazione del libro It’s Been a Good Life. Il suo corpo fu cremato.

ASIMOV ARCHIVE alla BOSTON UNIVERSITY: l’archivio fu iniziato a metà degli anni ’60 quando Howard B.Gotlieb della biblioteca della Boston University chiese ad Asimov se avesse voluto contribuire con i suoi scritti. Asimov fu d’accordo, purché non dovesse lui personalmente archiviare tutti i materiali. Ad Asimov non importava che venissero raccolti o che servissero ad alimentare una brace per il barbeque!  A Gotlieb venne questi un infarto quando scoprì che gli scritti di Asimov rischiavano d’andare in cenere.

L’archivio è presente nella Special Collections Department of Mugar Memorial Library alla Boston University. C’è più di una collezione Asimoviana ! La specializzazione è in autori Americani del 20° Secolo in generale, con collezioni estensive di altri autori quali ad esempio W.Somerset Maugham.

Per usare l’archivio basta prendere appuntamento, ed una volta che si è sul posto si riempie un modulo. Il materiale conservato è insostituibile e per la maggior parte delicato, tanto che lo staff si sincera che venga ben trattato e che si sia veri ricercatori legittimi e che nel consultarlo se ne abbia cura. E’ consentito portarsi un laptop, ad esempio, ma bisogna lasciare borse e cappotti all’esterno. Debbono essere indossati guanti che non lascino pelucchi nel gestire tutti gli scritti. I materiali sono realmente delicati: pagine di riviste dal 1940 al 1950 che hanno una pessima ossidazione ed iniziano a disintegrasi sugli angoli.

Bisogna anche indicare se si onora il copyright ed altre restrizioni legali. Queste includono anche la privacy per la corrispondenza di Asimov.

La biblioteca conserva anche una collezione completa di libri pubblicati di Asimov, unitamente ad edizioni straniere. In generale tutto quanto conservato da Asimov e che fu da lui inviato.

Si può anche usufruire del testo Isaac Asimov: An annotated bibliography of the Asimov collection at Boston University pubblicato dalla Greenwoord Press nel 1995. Ce n’è una copia che è un buon ausilio per cercare i libri di cui si ha bisogno.

La consultazione di libri – meno delicati – non richiede l’uso dei guanti protettivi. L’archivio consta di 459 scatole, ognuna organizzata in file piene di scritti e di alcune riviste. Le scatole sono attualmente rinumerate così che c’è la possibilità teorica di avere difficoltà a scoprire esattamente ciò che si cerca. Le scatole sono organizzate in tre sezioni. La prima contiene materiali inviati alla BU dal 1965 al Luglio 1972 (dalla scatola nr.1 alla scatola nr. 159). Questo materiale è stato processato ed immagazzinato all’arrivo. L’inventario include un sommario dei contenuti. La seconda sezione consiste di materiali inviati alla BU dall’Agosto 1972 fino al 6 Novembre 1981 (scatole 160-320). Nel 1980 fu processato tutto il materiale e immagazzinato in gruppo unico. La terza sezione consiste dei rimanenti materiali inviati dal 6 Novembre 1981 fino all’Aprile 1993. (scatole 321-459)Ci sono tantissimi materiali. Manoscritti, ad esempio. Tra questi l’originale scritto a mano di I.Asimov: A Memoir.Ci sono anche tonnellate di lettere. Delle famiglia, dagli amici dai fan.

La MUGAR MEMORIAL LIBRARY è la biblioteca principale delle Boston University per studi, ricerca ed insegnamento della scienze umane e sociali. Fu aperta nel 1966.

Stephen P.Mugar fu un immigrante Armeno Americano che ebbe successo nel business delle drogherie. L’entrata alla Mugar porta un’iscrizione toccante di Stephen che onora i propri genitori.

Sette i piani dedicati alla biblioteca, che conserva oltre 2,2 Milioni di oggetti.

La Mugar dispone del più grande computer lab del campus sul Charles River – il BU Common@Mugar – così da rendere la ricerca più agevole. La Mugar è anche sede delle Biblioteche di AFRICAN STUDIES and MUSIC LIBRARIES, dell ‘ HOWARD GOTLIEB ARCHIVAL RESEARCH CENTER, del KRASKER FILM/VIDEO SERVICES, della MARTIN LUTHER KING READING ROOM, del LAW ANNEX e dell’IT HELP CENTER.

I libri rari e la collezione di manoscritti sono conservati nell’Howard Gotlieb Archival Research Center al  quinto piano della Mugar, aperto al pubblico per la consultazione e la ricerca.

Oltre alla collezione di ASIMOV, questa biblioteca conserva un archivio relativo a Bette Davis, Gene Kelly, Adele Astaire, Martin Luther King, David B. Zilberman ed altri famosi del ventesimo secolo. Tra gli altri originali manoscritti, anche quelli del famoso scrittore di romanzi di spionaggio Dan Sherman.