BOSTON del Terzo Millennio
Tra vecchi Bramini e nuovi ricchi: come cambia la Boston di inizio millennio
Boston non è più quella di una volta! Certo qualcosa sta cambiando nell’ “Atene d’America”, celebre per il classico low-profile della sua classe dirigente. Nuovi ricchi si stanno affermando sul proscenio dell’alta società bostoniana ed il loro numero cresce in maniera vertiginosa. Secondo stime recenti, su 1 milione e 400 mila proprietari d’immobili nell’area metropolitana di Boston, nel 2004 ben 52.000 dichiaravano di possedere un patrimonio pari ad almeno 1 milione di $. Entro il 2009, la percentuale di milionari dovrebbe aumentare di un ulteriore 50%. I nuovi ricchi crescono di numero ed inevitabilmente impongono nuove mode, nuovi costumi e, soprattutto, nuovi status symbol. Fino a pochi anni fa era impensabile che un cellulare da 4.900 $ con rubini incastonati sotto i tasti ed un collegamento diretto ad un concierge potesse riscuotere successo a Boston. Oggi, è un vero e proprio hit del momento. Per una città così rigorosa come Boston, si tratta di un cambiamento epocale. Spieghiamone il background.
I Protestanti Puritani che fondarono la città nel 1600 erano convinti che la vera ricchezza fosse al di là di questo mondo. Coloro che non la pensavano allo stesso modo erano considerati blasfemi, mentre leggi severe venivano promulgate per combattere lusso e ostentazione. Gli anni passarono ed anche grazie all’etica puritana del lavoro, Boston divenne sempre più ricca. Ciononostante discrezione, modestia e parsimonia informarono di sé lo stile della capitale del Massachusetts, tanto da fare dell’ “under-statement “una delle sue caratteristiche principali. Naturalmente, in quasi 4 secoli di storia ci furono delle eccezioni: periodi in cui ondate di nuovi ricchi sconvolgevano le radicate abitudini dell’high-society bostoniana. Fu così, ad esempio, a cavallo del XX secolo, quando un ingente afflusso di disponibilità finanziaria trasformò letteralmente il panorama urbano di Boston, dando vita a quell’aspetto signorile della città che noi oggi ammiriamo negli eleganti edifici vittoriani dell’architetto Bulfinch. Tuttavia, passati gli anni “ruggenti”, le nuove elité rientravano sempre nel rassicurante alveo della tradizione aristocratica bostoniana. Era l’unico modo per essere ammessi nel ristretto cerchio dell’alta società locale, che, nel corso del tempo aveva assunto un soprannome che ne sottolineava al contempo esclusività e unicità: erano e sono tuttora i “Bramini”, noti in tutto il mondo per la loro instancabile attività, il loro stile mai sopra le righe, l’attività filantropica nei confronti delle classi bisognose. Tuttora i “vecchi” ricchi mandano i figli nelle stesse scuole, frequentano i medesimi ambienti, si presentano con l’identico immarcescibile look di sempre.
La nuova ondata di ricchezza del terzo millennio che sta investendo la città ha però delle caratteristiche differenti rispetto alle precedenti. Non è solo questione di tempi diversi. E’ un intero processo evolutivo che, forse, sta cambiando alla radice l’anima di Boston. Qualcuno già adombra visioni apocalittiche e, sicuramente, come in ogni fenomeno sociale, ci sono degli aspetti negativi: non tanto dovuti all’eccessiva ostentazione, quanto all’inevitabile innalzamento dei prezzi degli immobili e all’incremento del gap tra i più ricchi ed i più poveri. È anche vero, però, che il nuovo gruppo emergente sta portando una ventata d’aria fresca all’interno di stanze del potere un po’ troppo stantie. Finora i “Bramini” avevano mantenuto ben saldo il controllo delle chiavi d’accesso. Entrarvi era prerogativa esclusiva di chi aveva già origini illustri. La nuova aristocrazia bostoniana è, invece, tale in virtù del proprio duro lavoro, del proprio successo e, in fin dei conti, dei propri meriti. E ciò è sicuramente più democratico.
Gli effetti di questo cambiamento si stanno già vedendo per le vie di Boston. Nuovi negozi di lusso sorgono ad ogni angolo di strada e le inaugurazioni di raffinate boutique riempiono continuamente le agende dei bostoniani à la page. I nuovi ricchi acquistano automobili del valore di 150.00 $, comprano appartamenti di classe con vista sul Charles River ed assumono personal shopper – una sorta di consulenti d’immagine personali – per avere sempre un guardaroba state-of-the-art. Boston è stata spesso considerata dal resto d’America una città noiosa. Ora sta acquisendo lo status di metropoli “internazionale” , nel senso che tale termine assume quando ci si riferisce a città come Londra, New York, Parigi o Roma.
Ma forse, tra qualche anno, il pendolo della storia invertirà ancora una volta il suo corso. I nuovi ricchi assumeranno i tratti dei vecchi “Bramini” e i loro nipoti dal look tradizionale, allievi delle stesse scuole ed habitué dei medesimi ambienti, scuoteranno sconsolati la testa mentre nuovi arrampicatori sociali ostenteranno i loro deprecabili modi, così lontani dal vecchio, rassicurante e tradizionale stile della Boston di un tempo.
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