Gli Shaker e l’Hancock Shaker Village Museum nel Berkshires

Gli Shaker costituirono una delle più conosciute comunità d’utopia comunale tra le più grandi dell’America del 19° secolo.
Nel 1840 circa 6000 Fratelli e Sorelle celibi lavoravano e vivevano in diciannove comunità dal Maine al Kentucky.
Gli Shaker o Believer furono famosi per il loro stile di vita inusuale, per l’eccellenza e la semplicità dei loro lavori e prodotti e per la danza che accompagnava le messe e che assegnò loro il nome: shake, da cui SHAKER.
Per oltre 200 anni gli Shaker seguirono uno stile di vita basato sui principi d’uguaglianza e comunanità. Oggi rimangono circa una dozzina di Shaker, ma la tradizione Shaker rimane nelle loro creazioni che hanno lasciato.

La storia

La storia degli Shaker in America inizia nel 1774 quando una donna inglese della classe operaia, di trent'anni, - ANN LEE – portò otto credenti a New York. Cresciuta nei bassifondi di Manchester, Ann, figlia di un fabbro, difficilmente rappresentava la candidata al successo nella vita. Era povera, non aveva amicizie influenti e non sapeva né leggere né scrivere. Benché ancora giovane possedeva convinzioni religiose forti: divenne famosa quale leader spirituale di un piccolo gruppo di dissidenti della Chiesa Anglicana, divenuti “Shaking Quakers” proprio per il modo di muoversi se messi a confronto con lo Spirito Santo. Nonostante la persecuzione e le accuse, “Mother” Ann insistette nella predicazione. Nel 1770 mentre era in prigione, ebbe una visione che le cambiò la vita, e conseguentemente, quella di migliaia di persone.Fu convinta che le relazioni carnali erano la vera causa della maggior parte dei problemi del mondo. I suoi quattro figli morirono quando aveva trent'anni. La sua missione fu d’insegnare un nuovo stile di vita nella quale donne e uomini aerano alla pari dei bambini, in maniera innocente nelle loro relazioni, come sorelle e fratelli. I membri di questa nuova società avrebbero dovuto vivere come angeli, liberi dai problemi di guerra, violenza, brutalità, sfruttamento, lussuria ed ogni tipo d’abuso sull’umanità. Ognuno sarebbe stato uguale, indipendentemente da genere, razza ed età.
Ann prese Cristo quale modello, ed insegna la semplicità materiale, temporale e spirituale, necessaria per questo nuovo vivere.
Tre anni dopo, nuovamente imprigionata, Ann ebbe la visione che dio aveva scelto le genti in America. La primavera successiva Mother Ann ed il suo esiguo gruppo s’imbarcarono per il nuovo mondo. Tra i credenti anche il marito Abraham Stanley, un fabbro. Il loro arrivo a New York non fu dei più fortunati, dovendosi separare per guadagnarsi da vivere. Ann lavorò come lavandaia mentre il marito decise di abbandonarla ormai innervosito dal suo impegno con il celibato. Finalmente nel 1776 il gruppo comprò un po’ di terra a Waterliev, vicino ad Albany, New York. Tre anni dopo vi costruirono la prima casa comunitaria che bruciò in un incendio. Ma il peggio fu che non attirarono nessun convertito in America, dopo cinque difficili anni. Anna, in un certo senso, demotivò la fede negli altri adepti con la promessa che un giorno vicino sarebbero stati ascoltati e che i credenti sarebbero arrivati “volando come colombi attraverso le finestre.”
La profezia di Ann si avverò la primavera successiva, nel 1780 quando un revival religioso piede a New York e nel New England. Il primo credente convertito fu un ministro battista Joseph Meecham, che contribuì a persuadere la maggior parte della sua congregazione. Ann cominciò a viaggiare predicando, coltivando proselitismo in Massachusetts e nel Connecticut. Esausta Ann rientrò nella casa di Joseph Meecham a new Lebanon, New York sul confine con Massachusetts. Nel Settembre 1783, due giorni dopo una malattia ritornò a Waterliev, ma un anno dopo – indebolita dalle esperienze ed intristita dalla morte dell’amato fratello William - Ann Lee morì all’età di quarantotto anni, dieci anni dopo essere arrivata nella “terra scelta”. Non visse abbastanza da vedere il fiorire degli Shaker organizzati in comunità separate dai non credenti e che erano semplicemente chiamate “The World”.
La comunità a New Lebanon fu la prima e servì da modello per tutte le altre. Fu creata nel 1787. Per una decina d’anni Father Joseph e Mother Lucy crearono un sistema d’ordine ed i convertiti partirono da New Lebanon per insediarsi in nuove comunità nel New England: Hancock in Massachusetts nel 1790, Harvard in Massachusetts nel 1791, Canterbury nel New Hampshire nel 1792, Sabbathday Lake nel Maine nel 179. Circa undici comunità nel 1794.
Father Joseph morì nel 1796 lasciando Mother Lucy sola nella guida spirituale per i venticinque anni successivi, portando la comunità nell’epoca d’oro del potere spirituale.
L’espansione missionaria prese piede nel Kentucky, in Ohio, Indiana e New York State. Il numero degli Shaker crebbe fino a 2.500 adepti, creando un fenomeno unico nel Nuovo Mondo.
Lucy morì nel 1821 lasciando in eredità una società il cui successo avrebbe sorpreso anche Mother Ann. La popolazione dei credenti arrivò fino a 6.00 membri nel 1840, senza creare nuove comunità. In modo singolare la gente che si convertiva allo Shakeriamo cominciò a cambiare. Col passare dei tempi i Believer divennero prosperosi e la vita degli Shaker divenne più facile e più attrattiva alla gente “of the World”, anche i più interessati nell’assicurarsi un’esistenza oltre che un’esperienza per muovere lo spirito.

Quando iniziarono i conflitti all’interno delle comunità, lentamente i membri Shaker diminuirono. Oggi esiste meno di una dozzina di adepti in America, nelle due comunità di Canterbury, NH e Sabbathday Lake, ME. Gli Shaker più anziani hanno visto quasi la totale estinzione del loro originale stile di vita. Nei villaggi Shaker dove non ci sono più membri, sono sorti musei, ad Hanckock in Massachusetts, i visitatori possono ammirare gli edifici restaurati, la mobilia Shaker nell’esatta posizione come al tempo della comunità. Al Fruitland Museum di Harvard in Massachusetts si trovano belle collezioni del design Shaker.

Contrariamente agli Amish, coi quali talvolta sono scambiati, gli Shaker accettarono il progresso e la tecnologia, compresa l’elettricità, le tubature nelle case, il telefono, la televisione e le automobili.
Nel 1918 un gruppo Shaker Sisters of Canterbury, NH guidava già i trattori per lavorare nei campi alla raccolta delle mele.
Il National Register of Historic Places del National Park Service ed il Northeast Regional Office, in collaborazione con le comunità Shaker ed i musei della costa est con i National Conference of State Historic Preservation Officers (NCSHPO), invitano alla scoperta del Shaker Historic Trail. Questo itinerario di viaggio mette in risalto ben 15 comunità Shaker listate nel National Register of Historic Places, incluso nove che sono aperte al pubblico.

Il Villaggio degli Shaker

Il villaggio degli Shaker era caratterizzato da linearità ed estrema semplicità, architetture poco adorne. Le regole degli Shaker prescrivevano anche l’uso di colori per gli edifici quali il naturale del legno e lungo le strade dovevano essere “of a lighthish hue”; fienili ed altri magazzini potevano essere più scuri, rossi o marroni. La Meeting House bianca.
L’ordine era importante nell’ambiente e spazio fisico. Per evitare il caos negli edifici e nei laboratori, mobilia ed oggetti erano spesso contrassegnati con lo scopo di indicarne la loro giusta collocazione. L’uniformità are un’altra chiave al successo: nessuno doveva possedere cose migliori degli altri. La mobilia aera mantenuta al minimo per conservare semplicità ed ordine. I dormitori erano arredati tipicamente da una sedia e da un letto stretto, una stufa a legna, uno zerbino per tappeto, un lavabo, uno specchio, asciugamani, pochi pettini e spazzole.
Se da un lato l’arte non era accettata poiché fine a sé stessa ed inutile, era però incoraggiata la cartografia e la piantine dei propri villaggi. Vedute e planimetrie erano benvenute per la pianificazione delle comunità e, forse, avevano uno scopo spirituale: una prova di questi paradisi in terra.
La vita comunitaria degli shaker ruotava su orari ben precisi e severi, con un orario per la sveglia, i pasti, gli incontri ed il lavoro: tutti gli orari erano annunciati dal tocco di una campana.
Questo sistema era giudicato più pratico di un orologio. Normalmente le campane si trovavano sul tetto dei dormitori della comunità. Ogni comunità Shaker aveva almeno un’infermeria o Nurse Shop dove membri istruiti provvedevano alle cure mediche. In caso d’emergenza non esitavano a chiamare un medico benché fossero in grado di prestare un ampio spettro di servizi: dalle cure dentali alle operazioni d’appendicite.
Nel Villaggio di Hanckock si possono notare gli strumenti medici speciali che includevano letti d’ospedale con sistemi per alzarli o abbassarli, dalla testa ai piedi, grucce e culle per adagiare gli adulti e cullare gentilmente gli invalidi: il movimento a dondolo impediva al contempo la formazione di piaghe da decubito.

Gli Shaker preparavano molto medicinali con ingredienti d’erbe, sia per uso domestico sia per la vendita. L’equipaggiamento farmaceutico prodotto dalla loro industria era conosciuto anche per l’onestà degli ingredienti usati. Una dozzina di varietà di piante medicinali erano mantenute e coltivate negli orti; radici selvatiche erano raccolte nei boschi e nei prati.
Le piante erano tratta per estratti o essiccate e pressate, poi confezionate in carta e vendute. Gli ordini arrivavano anche dall’Europa. Tra i medicinali prodotti esisteva il Tamar Laxative di Sabbathday Lake nel Maine ed il Corbett’ Syrup di Salsaparilla di Canterbury, New Hampshire.

L’architettura domestica degli Shaker era basata su edifici tradizionali americani derivati da prototipi inglesi, poi adattati alle esigenze degli Shaker e fatti con estrema precisione. Le case erano divise in due ali, per i Fratelli e le Sorelle; i primi usavano il lato orientale, mentre le seconde quello occidentale. Hancock in Massachusetts fu convertito in villaggio Shaker nel 1790; nel 1840 il villaggio contava circa 250 membri, ripartiti in sei famiglie comunali. La Church Family Dwelling House di Hancock fu costruita tra il 1830 ed il 1831 ed ospitava circa 100 credenti. Questo vasto edificio aveva quarantacinque stanze su sei piani, un attico su due piani. Due piani erano per i dormitori, un piano per le stanze sociali e pubbliche, una Family Meeting Room, una sala da pranzo; un piano terreno era adibito a magazzino, cantina con una grande cucina.

Al secondo piano c’è un corridoio vasto  che separa il dormitorio maschile da quello femminile: la linea di demarcazione è sottolineata dalla corda della campana, in maniera quasi immaginaria ma decisa, tale da separare le donne dagli uomini Shaker.
Era comunque inusuale per una comunità basata sul celibato, arrivare ad ospitare sia uomini sia donne sotto uno stesso tetto. Ma questa situazione aere sostenuta dagli Shaker attribuendola alla loro forte credenza. La corda della campana passava dal tetto fino alla cucina verticalmente, attraverso sei piani e poteva quindi essere azionata da ogni piano: un modo conveniente per risparmiare tempo.

La stanza da pranzo ad Hanckock mostra un paio di carrucole che dalla cucina erano issate per portare il cibo alla sala da pranzo, pensando ancora una volta alla praticità e convenienza. I credenti non facevano le stoviglie nel villaggio: le compravano all’esterno scegliendole semplici, bianche, senza decorazioni.

Le abitazioni degli Shaker avevano grandi sale riunioni dove le famiglie comunali potevano riunirsi per gli incontri, oppure la domenica se c’era brutto tempo e non diventava possibile raggiungere la meeting House centrale.
I credenti portavano con sé le proprie sedie. La sala aveva anche la possibilità di essere divisa in due sezioni, con due pannelli che consentivano l’uso anche per meeting separati di Sorelle e Fratelli.

La sala da pranzo del Villaggio di Hanckock mostra ancora dettagli dettati dalla convenienza: nicchie chiuse, armadietti a muro per riporre utensili da pranzo ed una finestra in una prete intera, per far penetrare luce naturale tramite le scale, fin sulla parte opposta della parete. La coniazione tra legno e calce bianca è anche un’altra caratteristica decorativa, così come gli appendini situati su zoccolini di legno ad altezza uomo. Nuovamente un elemento per l’ordine e la praticità.

Due ministri, donne e uomini, erano alla guida della comunità dedicandovi la propria vita alla guida spirituale ed al controllo dell’armoniosa vita comunitaria. Questi ministri viaggiavano spesso, come parte del lavoro, per visitare New Lebanon e le altre comunità. Al Fruitland Museum di Harvard, Massachusetts si può vedere nello Shaker Office lo spazio dedicato al ministro: il tavolo – fatto nel villaggio – poteva servire anche per i pasti e, benché relativamente corto, poteva accomodare quattro credenti.

Gli Shaker non furono certo i primi americani a concepire l’uso di armadiature a muro, ma ne fecero ampio uso per convenienza sia nelle dimore sia nei laboratori. Ad Hancock si vedono alcuni tra i migliori esemplari che rimangono. Spesso le cassettiere erano costruite con gradazioni in altezza, così che i cassetti più piccoli stavano in alto mentre i più grandi, capaci di maggior peso, stavano in basso dando anche un effetto estetico piacevole oltre che pratico. Uno dei vantaggi nella costruzione degli armadi a muro era proprio il pensiero per la pulizia, poiché la polvere non poteva raccogliersi né sopra né sotto i mobili.

Le camere da letto, “retiring room” erano identiche. I credenti condividevano le stanze in stile dormitori, in quattro o cinque per camera e tenevano pochi mobili ingombranti, sempre seguendo i dettami della semplicità e dell’ordine. I letti erano su rotelle per spostarli più facilmente e per fare le pulizie. La stufa a legno di ferro era più efficace del camino ed era tipica della stanza Shaker.La lunga canna fumaria permetteva di riscaldare l’intero ambiente in maniera uniforma.

L’Educazione
Era una voce importante nella vita degli Shaker ed in quella dei bambini che crescevano. I bambini erano orfanelli raccolti. Agli inizi del 19° secolo i villaggi Shaker avevano scuole dove i giovani Fratelli insegnavano in inverno e le Sorelle impartivano insegnamenti alle bambine d’estate. Le scuole Shaker erano considerate tre le migliori.

I Cimiteri

Nella morte così come nella vita gli Shaker cercarono uniformità e semplicità. I primi cimiteri avevano solo legno o pietre. Nel 1893 si decise di autorizzare l’uso di segnaletica di ferro uniforme sia nella forma sia nel design. Ad Harvard, Massachusetts si possono ammirare queste insegne “in situ”, l’unico luogo ove sono rimaste: qui furono seppelliti 328 credenti. Nel mantenere questa semplicità le segnaletiche delle tombe non esibivano decorazioni, angeli, teschi o vasi di fiori così popolari in altri cimiteri. I credenti informazioni sui nomi e date, età e data della morte, erano riportarti su queste insegne di ferro.Nel 1813 la comunità Shaker di Hanckock nel Massachusetts subì gravi perdite a causa di una febbre endemica. Negli ultimi anni ad Hancock si optò per un unico grande monumento segnato semplicemente con la parola Shakers, sostituendo le singole tombe, al fine anche di ridurre il mantenimento e simbolizzare anche al meglio la loro natura comunale.

Il lavoro fin dagli inizi fu una parte integrante della vita degli Shaker. I primi credenti portarono con sé nelle nuove comunità appena create, una varietà di capacità e di abilità commerciali. Velocemente gli Shaker svilupparono nelle diverse comunità una serie di occupazioni diverse: stagnini, fabbri, tessitori, cardatori, cuochi, carpentieri, mungitori, contadini, mobilieri, dentisti, medici, insegnanti, cestai, macellai, giardinieri, producendo in gran parte i propri fabbisogni così come una vasta serie di merce d’alta qualità anche per la vendita. Il marchio Shaker divenne sinonimo d’eccellenza. Inoltre gli Shaker avevano un approccio al lavoro diverso, impiegandoci più mani grazie anche all’impostazione della vita basata sul celibato ed la comunità, sulla non competitività a scopo do profitto. Poiché – infatti - i profitti andavano al gruppo ed all’intera comunità, e per il lavoro prestato non ricevevano un salario, bensì la soddisfazione di aver lavorato bene, nonostante l’assenza di un incentivo convenzionale monetario. Gli Shaker erano straordinariamente produttivi. In sintesi: “from each according to his ability, to each according to his need.” Gli Shaker seguirono il precetto di Mother Ann che invitò a lavorare come se dovessero vivere mille anni o che morissero l’indomani stesso.Il sistema e l’organizzazione erano essenziali. Il virtuosismo era un valore poiché ammiravano la perfezione, ma badavano alla versatilità. I lavori assegnati potevano  cambiare e la credenza poggiava sull’uguale abilità e responsabilità di donne ed uomini, diventando leader progressisti nel 19° secolo. Le Sorelle erano responsabili dei lavori domestici, la pulizia, la cucina ed i lavori tessili. I Fratelli si occupavano della fattoria e dei commerci.
Ogni stagione comportava particolari mansioni seguendo il corso naturale del lavoro nelle campagne, così come il mantenimento della casa e degli edifici tradizionalmente in primavera, ed in estate il lavoro negli orti e nei giardini. Anche i lavori tessili erano regolati dalle stagioni. Oggi molti mestieri e lavori degli Shaker sono scomparsi. Ciò che rimane sono oggetti umili e della quotidianità. In ogni oggetto si rivela la convinzione degli Shaker: preoccupati per l’eccellenza e la grazia. Molti oggetti Shaker si distinguono per una sottile bellezza che deriva da elementi tra i più semplici: proporzioni calibrate, linee graziose, colori solari e luminosi. I fienili, la scatole, gli inni sacri degli Shaker sono una testimonianza dei doni del creatore. Nel regno degli Shaker lavoro e religione non erano separati: “ You don’t have to get down on your knees to say a prayer…if you’re working you can say a prayer.” In molte comunità facevano i mattoni per gli edifici del villaggio, normalmente usassero il legno, preferivano la pietra o il mattone per prevenire gli incendi e mantenere più a lungo le case.

Il fienile di pietra rotondo al Villaggio di Hancock nel Massachusetts è un esempio spettacolare dell’ingenuità e dell’eccellenza degli Shaker. Fu costruito  nel 1826 per ospitare oltre una cinquantina di vacche da latte. Ognuno dei tre piani del fienile è accessibile dal suolo grazie a rampe. Il piano superiore era per i carri di fieno che vi salivano e scaricavano, andando in circolo, il fieno all’interno del centro del fienile, ed uscivano senza dover girare il carro. Fino a dieci carri alla volta potevano scaricare il fieno. Il secondo piano era per le vacche, le cui stelle erano poste contro le parati esterne del fienile. Un percorso tra le bestie ed il corpo centrale del fienile colmo di fieno, consentiva ai Fratelli di distribuire il fieno alle mandrie in maniera agevole.
Il piano terra era per il letame: parte nel retro delle stalle, facilitando la rimozione. Il letame era portato nei campi a primavera. Il fienile di Hancock è l’unico a forma rotonda.

Suppellettili

Listarelle di legno era usate ampiamente per forgiare le ceste per la casa e per la vendita. Prediligevano l’uso di trovate pratiche come ad esempio i manici di legno per evitare che si sfilassero dal cesto e per poter caricare più peso.

Le belle e pratiche scatole ovali Shaker sono un vero e proprio emblema del lavoro Shaker in generale.
In molte comunità forgiavano scatole d’ogni misura per utensili e per i laboratori. Potevano contenere di tutto ad eccezione dei liquidi. La forma distinta con la congiunzione a “dita” non fu però un’innovazione Shaker, bensì un’usanza ereditata dal mondo esterno e poi adattata e perfezionata. Gli spazi tra le varie “dita” consentivano al legno d’acero di allargarsi e stringersi naturalmente con il cambio della temperatura e dell’umidità.

Tra la mobilia la sedia a dondolo Shaker era sempre fatta su misura del credente. Normalmente i mobili erano fatti d’inverno quando i lavori nei campi ed in fattoria erano ridotti al minimo. Le sedie degli Shaker erano tipicamente leggere, ma solide. Uno dei dettagli delle sedie a dondolo è la seduta composta di fettucce di tela intrecciate, colorate, confortevoli e durature, facili da installare. Questa seduta fu la vera innovazione Shaker. Le fettucce erano tessute e colorate a mano dalle Sorelle fino al 1860, successivamente sostituite da quelle di cotone comperate e molto convenienti.
Gli Shaker costruivano persino telai per produrre le fettucce. Le sedie erano leggere, tanto da poter esser appese ai ganci alle pareti, consentendo una migliore pulizia e minor ingombro e mantenendo la seduta capovolta per evitare che il tessuto si scolorisse. I pomelli dello schienale oltre che esteticamente belli, erano funzionali per consentire una miglior presa. Un’altra caratteristica dei mobili Shaker è riposta nella sua delicatezza: gambe di sedie e tavoli sottili, così come i pannelli di tavolini e scrivanie , evitando un eccesso di peso. Il tavolo da ricamo o da lavoro era un elemento molto popolare nella mobilia delle Sorelle Shaker, soprattutto dopo la Guerra Civile.

I cassetti erano adibiti all’ordine degli arnesi da ricamo e cucito ed il panello del piano di lavoro, estraibile da poter essere riposto una volta terminato il lavoro, onde non rubare spazio ulteriore.

Le ruote erano applicate non solo ai letti ma anche ai tavoli grandi per consentirne il facile spostamento.

Gli Shaker producevano le proprie calzature, scarpe e stivali di pelle resistente per gli esterni e le pantofole per il servizio domenicale, quando centinaia di piedi calavano il pavimento di pino lucido della Meeting House durante le cerimonie domenicali. Il calzolaio del villaggio faceva ogni calzatura su misura, considerando le diverse a numerose forma di legno ancora oggi disponibili.
Le donne facevano mantelle di lana  anche per la vendita fin agli inizi del 20° secolo. I mantelli Shaker riadattati dai modelli indossati dalle donne americane del 19° secolo, divennero poi di grido indossati a teatro. I colori accesi – rosa, rosso, viola, blu e verde – erano usati solo per la vendita. Gli Shaker facevano i propri abiti con la lana di pecore che allevavano fino al 19° secolo, nonostante commercialmente i vestiti fossero disponibili anche acquistandoli. Ma il lavoro era considerato una forma di culto.

Gli Shaker furono tra i primi produttori di seta in America. Le sorelle tingevano le proprie matasse con colori vegetali ed altri materiali naturali
La colorazione nella comunità Shaker richiedeva una considerevole esperienza

La religione Shaker non era una pratica per una volta la settimana, ma qualcosa che era messo in pratica in ogni momento della vita quotidiana. “A man can show his religion as much in measuring onions as he can in singing glory hallelujah”.
Le domeniche erano speciali poiché dedicate al credo, al servizio della messa ed alla meditazione privata. Al tramonto, il sabato, tutti i laboratori erano puliti e chiusi; il cibo preparato per il semplice pasto della domenica e tutti i peccati confessati ai ministri. La domenica aera giornata per rinfrescare lo spirito.
Di tutto quanto fu notevole negli Shaker agli occhi del mondo, il metodo della loro messa fu certamente distinto. Invece di seder quieti in chiesa, ascoltando la predica del ministro, gli Shaker si univano in una danza: gli uomini su un lato e le donne su un altro, marciando all’unisono al suono di voci non guidate che diventavano un vero canto. Nessuno capì perché danzassero in chiesa. Molti ne rimasero scandalizzati oppure divertiti ed anche critici. Per gli Shaker la scarsa convenzionalità del proprio servizio religioso aere la loro benedizione. La danza dava loro un senso di unione chiaramente visibile nei suoi movimenti uniformi delle mani e dei piedi. Inoltre la danza aveva la sua origine nel servizio di Mother Ann e dei primi credenti, conosciuti in Inghilterra come “Shaking Quakers” proprio per il movimento che facevano quando erano sotto l’influenza dello Spirito Santo. Anche in America i primi credenti ebbero le medesime manifestazioni durante la messa della domenica: i Fratelli si vestivano esattamente nel medesimo modo: pantaloni a righe, camice bianche e una giacca blu; tutte le Sorelle in abito bianco. D’inverno le Sorelle indossavano vestiti scuri, in tessuto di cotone e lana. Tutti i credenti comunque facevano il cambio stagionale nello stesso giorno per mantenere l’uniformità.
Dopo una frugale colazione a base di fagioli e pane che erano preparati in anticipo, la messa seguiva prima del pasto di mezzogiorno. Gli incontri del pomeriggio erano pubblici così che i visitatori esterni potevano unirsi per ascoltare il messaggio di Mother Ann. Secondo il clima e della stagione, ogni famiglia poteva rimanere a casa per il servizio nella Meeting Room della casa comune, o poteva unirsi alle altre famiglie nella Meeting House. Spesso il numero dei visitatori superava quello dei credenti Shaker. Il resto del Sabbath era dedicato alla compagnia tra i membri ed al riposo. Oltre alla domenica altri giorni dell’anno erano osservati giacché sacri. Il Thanksgiving non era un giorno d’osservanza per gli Shaker, così come il natale. Erano giorni dedicati alla pulizia oppure al metter da parte sentimenti duri per aumentare l’unione e l’amore.
Il giorno del compleanno di Mother Ann, il 28 Febbraio o il 1° Marzo, erano come Natale: un giorno speciale da ricordare per il buon esempio dei primi Shaker.

Nel 1830 la messa Shaker diventò una tradizione oramai stabilita in America. Dal 1837 a seguito degli eventi di comunicazione divina e dei messaggi o regali ricevuti da alcuni credenti, la vita degli Shaker cambiò profondamente ed in ogni comunità furono date istruzioni di rivelazione divina, al fine di stabilire luoghi sacri da contrassegnare con pietre scolpite. Ogni villaggio ricevette un nome spirituale, Hancock in Massachusetts fu chiamato CITY OF PEACE.
Nel 1842 le messe Shaker divennero poco pianificabili tanto da essere sospese per tre anni: in tal modo gli Shaker potevano provare la rivelazione senza interruzioni o distrazioni.

Oggi gli Shaker che rimangono nelle due uniche comunità di Canterbury e dei Sabbathday Lake continuano la tradizione dei credenti che li hanno preceduti. Le Sorelle di Canterbury osservano il Sabbath privatamente e la piccola famiglia di Sabbathday Lake si riunisce nella Meeting House. I visitatori possono partecipare alla messa. Senza dubbio gli Shaker rimasti ragionano sul proprio passato e sul loro futuro. Il fenomeno degli Shaker non è un’esperienza di massa, ma appartiene allo spirito di ogni credente. Quando Mother Ann giunse in America, esistevano solo nove Shaker. Poiché il numero totale degli Shaker in America si riduce a meno di una dozzina, non si può dire che la forza dell’esistenza della società è diminuita nel vero senso reale. Fino a quando ci sarà un singolo credente, gli Shaker credono che la loro vita continuerà:

“ Those who’re faithful just and
true
Firmly speak it – I’ll go thro’
And in answer not a few
Firmly say I’ll go with you.
Tho’ the number in the hive
Should be lessered down to
Five
I shall of this number be
Then we’ll say so let it be.”

Il The Hancock Shaker Village, un National Historic Landmark, si trova sulla Rte. 20, a Pittsfield, Massachusetts, nel cuore del Berkshires. Il Villagggio é aperto ogni giorno dell’anno, ma chiude durante le seguenti festività: Thanksgiving,Natale, Capodanno; Si paga l’accesso.
I Tour autonomi con cartina alla mano: provate l’esperienza di visitare il villaggio secondo I vostri ritmi ed entrate negli edifici. Esistono dei filmati informativi e lo staff molto esperto è disponibile in tutto il Villaggio per riportare in vita la storia degli Shaker.  Dimostrazioni, cori ed altre attività speciali si svolgono durante la giornata con lo scopo di far capire lo stile di vita degli Shaker.
I Tour Guidati prendono in considerazione la Dwelling House del 1830 ed il Fienile, Round Stone Barn del 1826.  Generalmente I tour iniziano alle 13.oo ogni giorno della settimana e durante I weekend dalle 11.00 a.m. alle 13.00. Visitate il sito per tenervi informati !
www.hancockshakervillage.org